Le origini della Smorfia Napoletana


D’altronde la voglia di decifrare ciò che in realtà sfugge al nostro controllo è una voglia quasi innata nell’uomo, che sin dai tempi più antichi ha tentato di tradurre un immagine con un numero nella speranza poi di poter trarre un beneficio dal gioco o dal rito creatosi attorno al numero in questione.

Smorfia Napoletana

I Greci e i Romani credevano, infatti, che i sogni veicolassero messaggi inviati agli uomini direttamente dagli dei, per cui era quasi un obbligo cercare poi di decifrare questi messaggi e scoprirne il reale significato. Molto probabilmente il nome della Smorfia stessa deriva da Morfeo, il dio del sonno nell’antica Grecia. Le prime interpretazioni dei sogni, e le relative associazioni ai numeri, hanno dunque origini antichissime e molto probabilmente si insinuano nelle tradizioni popolari per essere poi tramandate inizialmente per via orale, e, solo in un secondo momento, sono state messe per iscritto.

Ogni luogo quindi ha sviluppato una propria tradizione: la Smorfia modenese, siciliana, marchigiana. Ma fra tutte quelle che ha avuto un maggior riscontro anche a livello nazionale è la Smorfia Napoletana. È un po’ come se la città di Napoli fosse caratterizzata da un’atmosfera magica in grado di impreziosire tutto ciò che la tocca: la Smorfia napoletana ha alle sue spalle una tradizione antichissima, e le immagini legate ai 90 numeri della tombola del lotto sembrano quasi icone venerate di un culto. Come ogni culto che si rispetti, anche la Smorfia ha pian piano avvicinato a sé numerosi fedeli e in pochissimo tempo i numeri della Smorfia Napoletana si sono intrufolati nella nostra vita di tutti i giorni: in televisione, al cinema e al teatro.



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