Sogni ricorrenti: Il sesso


Facciamo un mucchio di sogni sessuali, e non lo sappiamo. Fa un sogno sessuale un ragazzo che si vede avviare la sua potente moto, la ragazza che afferra inorridita un serpente, lo fa l’uomo che in un’avventura onirica raccoglie chissà perché, belle e grosse arance, la donna che guarda o accarezza un uccello o va a comprare una grande quantità di pesci.

Come si può sostenere che questi sogni hanno un contenuto erotico? Sulla base delle esperienze cliniche di Freud, il quale, esaminando migliaia di sogni, giunse a stabilire che il maggior numero di simboli, nel sogno, si riferisce alla sfera sessuale. Questi simboli sono divisibili in due categorie: quelli riferiti al sesso maschile e quelli riferiti al sesso femminile. Un terzo gruppo di simboli, minore, traduce praticamente l’unione sessuale.

L’apparato genitale maschile è rappresentato in sogno da oggetti che gli assomigliano nella forma, come ad esempio bastoni, missili, matite, ma anche uccelli e aste. Spesso questo tipo di oggetti hanno la facoltà di ferire e di entrare nel corpo, come pistole o coltelli e pugnali. È anche rappresentato da oggi che emettono liquidi, quali pompe, rubinetti e sorgenti. Il sesso femminili invece è simboleggiato da cose che circoscrivono, delimitano, danno forma a cavità, come caverne, buche, bottiglie e scatole, ma anche come armadi e battelli.

I seni hanno i lor sostituti simbolici nella frutta tonda come arance, pompelmi, mele, pesche. Il corpo femminile, nel suo insieme, è visto nel sogno come un paesaggio con colline, cespugli, acqua, pianure; quello maschile come una macchina. L’unione sessuale è raffigurata da azioni ritmiche: cavalcare, suonare, pedalare, scrivere e dipingere.


L’accusa che venne mossa a Freud di aver sessualizzato troppo il sogno è ancora molto attuale. Anzi, per così dire, ai nostri tempi è tornata con nuovo vigore sulla scena. Eppure pensiamo davvero di essere talmente liberi da aver eliminato i simboli sessuali dai nostri sogni? No, non lo siamo, per nulla. Si può fare un classico esempio, se anche le definizioni volgari per definire il membro maschile sono sulle labbra di tutti, i termini “uccello”, “pistola” e “serpente” si riferiscono molto spesso al membro maschile. Così il sogno continua a nascondere il nostro bisogno di sesso e di sessualità.

Il sesso è un’esigenza primaria, una necessità, e per soddisfare questa necessità occorre creare una determinata condizione, ovvero qualcosa deve scattare tra due persone, cosa non indifferente ovviamente il momento dell’attrazione reciproca, se non addirittura l’amore, concetto molto più elevato del mero sesso. Non sempre però questo avviene quindi ci si limita a sfogare le intime pulsioni sessuali e la cosa si conclude lì così come era cominciata. Allora il sogno ci vuole indicare che abbiamo bisogno di provare qualcosa di diverso e non il mero sesso. Diventa un’esigenza della spiritualità e non solo del corpo, il sesso allora è un qualcosa di più, un qualcosa che corona l’apice di qualcosa di più elevato.

I sogni di nudità sono connessi spesso alle prime esperienze sessuali dell’infanzia, quando ci potevamo mostrare nudi alla mamma, ai parenti, senza alcun imbarazzo o pudore, senza vergognarci. Anzi provavamo una certa soddisfazione quando si sentivano determinati tipi di apprezzamento, rivolti scherzosamente ai genitali (esempio “il mio uccellino” o “passerotta mia”). Crescendo ci si è dovuti vestire, nessuno ha mostrato più considerazione verso le nostre parti intime e così nel sogno ci vediamo girovagare tra la gente nudi oppure vestiti solo con la parte superiore dei vestiti e senza vergogna. Quando la vergogna c’è si ritorna sempre al periodo dell’infanzia, quando hanno cominciato a inculcarci il senso del pudore e della vergogna, con le frasi del genere: “Copriti” e “Non toccarti lì”.