Oracolo, storia e consultazione


OracoloL’Oracolo è la prima forma di divinazione attestata in tempi antichissimi e si basa sulla figura sacra di un sacerdote o di una sacerdotessa incaricata al culto degli dei per il benessere della collettività di appartenenza. Svolgeva un ruolo da intermediario tra il consultante e la divinità interrogata. Dato che in origine l’essere umano credeva nell’esistenza di piú dei collocati a specifiche aree di competenza (sappiamo che Demetra era la dea dell’agricoltura, Marte il dio della guerra, lo scaltro Mercurio era il dio del commercio e la sensuale Venere la dea dell’amore e della fertilità, contrapposta e complementare a Giunone, dea del matrimonio) anche il tipo di consultazione dell’oracolo e le sue metodologie cambiavano.

Tra gli oracoli più conosciuti non si finisce mai di citare l’Oracolo di Delfi. Il santuario, collocato nell’omonima isola dove annualmente si riunivano le popolazioni elleniche (di solito nelle mezze stagioni, cioè in primavera e in autunno) era presieduto dalla Pythia. Questa era la personalità più influente e più importante di chi si consacrava al culto. Il tempio di Delfi era rivolto solo ed esclusivamente ad Apollo, dio del sole e della poesia. La Pythia aveva il compito di coordinare i riti e le regole da seguire per svolgere il rito divinatorio. Di solito era una donna originaria dell’isola in cui sorgeva l’oracolo.

Non era necessario che corrispondesse a un’età o a un’estrazione sociale precisa poiché, una volta individuata la prescelta, essa si trasferiva permanentemente all’interno delle sacre mura, fino alla fine dei suoi giorni. In questo luogo incontrava le personalità piú influenti provenienti da tutto il mondo greco per usufruire delle sue capacità medianiche. (Non senza un compenso o un qualche tipo di donazione da parte del consultante). Il nome Pythia, probabilmente, si potrebbe tradurre con Pitonessa poiché il mito narra che, durante la fondazione del santuario, Apollo, disceso a Delfi, dovette confrontarsi con Pitone, figlio di Gea, dea della terra. Questo a indicare che la sacerdotessa non solo era un tramite divino ma anche la sua voce diretta, dote che non fece altro che aumentare l’attendibilità e l’infallibilitá delle sue profezie.


Molto conosciuto anche l’Oracolo della Sibilla, con questo nome si identificavano le fanciulle pure e illibate, con spiccate capacità divinatorie. Si può affermare che questo tipo di oracolo rappresenti una sorta di evoluzione di quello attestato a Delfi, peraltro piú antico. Tuttavia, mentre il primo dava risposte articolate ma più vaghe (da qui il termine “sibillino” per indicare un discorso poco chiaro) il secondo si limitava a fornire o una risposta positiva o una negativa. In quest’ultimo caso, quindi, il consultante doveva avere le idee ben chiare e porgere domande secche e precise del tipo: “Domani pioverà? ” oppure “Vincerò la battaglia?”. Formulata la domanda si procedeva al rito vero e proprio che rispondeva o Sì o No. Tuttavia se la tradizione oracolare delfica si è tramandata per via orale, quella sibillina, invece, ha conservato dei documenti scritti raccolti in 12 libri (in origine erano 14) e chiamati Libri sibillini. In questi testi si elencano, in forma poetica, tutte le domande formulate e le risposte ottenute dai consultanti. La Sibilla più famosa era colei che presiedeva il tempio di Giove a Cuma, una cittadina a pochi chilometri di distanza dall’odierna Napoli.

Più moderni l’Oracolo Stellare, l’Oracolo dell’Amore e l’Oracolo degli Angeli che sono collegate alla pratica della cartomanzia e quindi alla lettura delle carte. Una considerazione a parte va rilasciata all’Oracolo Arabo. Precedente all’Oracolo delfico, nasce tra il 2600 e il 2700 nell’area della Bassa Mesopotamia e si è poi diffuso in tutto il Mediterraneo concentrandosi in particolar modo in Sicilia. Le profezie legate all’Oracolo Arabo si fondavano e si fondano tutt’ora sul segno zodiacale del consultante.