La Cabala


CabalaLa Cabala è di pertinenza della cultura e della religione ebraica e attraverso di essa è possibile conoscere la natura esoterica e mistica. Da non confondere con le varianti occidentali, la Cabala ebraica studia il rapporto tra divino e umano e perpetua la tradizione e i precetti giudaici durante le funzioni e i riti che vengono preparati durante la lettura del testo sacro, in questo caso la Torah. È un atto di preghiera e di meditazione attraverso la quale si indaga la natura del regno di Dio al fine di ottenere un’unione spirituale con esso. In base ad esso si reputava possibile anche elaborare delle profezie e modificare il mondo spirituale e materiale. La preghiera, in questo caso assume un carattere magico. I versi recitati utilizzati come formule magiche per attirare a sé le forze benefiche degli angeli e respingere le forze malefiche dei demoni. In questo senso, dalla Cabala originale si è creata una tradizione a sé, di natura esoterica e magica, definita Cabala pratica.

La Cabala, rende a disposizione, quindi, una serie di chiavi di lettura attraverso le quali è possibile spalancare le porte che dividono il pensiero scientifico da quello religioso, fondato sulla fede. Intende riunire le facoltà umane contenute nell’albero della vita, l’albero del bene e del male o albero della conoscenza. Questo avviene tramite lo studio dei testi sacri e per questo la Cabala ebraica ha affascinato le culture occidentali, tra cui quella cristiana che la applica alla Bibbia. L’intento non è di iniziare a pratiche magiche volte a manipolare le persone e la realtà circostante per i propri interessi personali e non dà alcun insegnamento pratico sul come allestire riti e incantesimi sullo stile delle sedute spiritiche. L’intento della Cabala è quello accennato all’inizio di questo post, conduce ad un percorso di preghiera e meditazione finalizzata alla ricerca della verità più profonda e sincera della vita stessa, di come acquisire consapevolezza del proprio essere e, una volta raggiunta la risposta a come gestirla sia interiormente sia esteriormente.


Il significato primario della parola Cabala è appunto “ricevere” ovvero si insegna, a chi si avvicina a questa pratica, a mettersi nella predisposizione di ricevere il divino, non di possederlo o manipolarlo. Il divino è in tutte le manifestazioni naturali e nel momento in cui l’anima riesce ad entrare in contatto con questo mondo, comune per gli antichi ma andato perso con l’avvento dell’età moderna e contemporanea, e a instaurare un contatto intimo, diretto con esse. La persona rientra in possesso del suo stato originario e prende consapevolezza delle corrispondenze che esistono tra ciò che è divino e ciò che è naturale, fonte di vita. Tali corrispondenze, nei secoli, sono state individuate e numerate dalla Cabala. In tutto ci sarebbero 32 elementi di base o Sentieri della Sapienza. Lo studio di ciascuno di essi dovrebbe permettere di identificare l’elemento più importante di tutti, il 33°. Questa è la vera e propria chiave di volta, l’unione di tutte le cose e di tutte le facoltà umane dalla quale è possibile carpire il segreto della vita.

Abbiamo detto che la Cabala appartiene all’ebraismo e che è stata poi applicata anche al mondo cristiano. In questo secondo caso, la Cabala non era tanto volta ad individuare il 33° elemento ma di individuare il cristianesimo come unica e vera religione, fede da seguire per la cura e la salvezza delle anime. Infine, data la fascinazione prodotta da questo metodo interpretativo, la Cabala, unendosi alla concezione antica che nel mondo onirico divino e umano si incontrano, è stata applicata in tempi relativamente moderni all’interpretazione dei sogni, generando quella che oggi noi conosciamo come smorfia napoletana.



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