Sognare di fare un esame


Sognare di fare un esameChi non ricorda l’ansia dell’immancabile interrogazione scolastica? Tutti, nel proprio percorso personale, esaurite tutte le scuse possibili e immaginabili, sono stati costretti ad alzarsi dalla sedia, avvicinarsi alla cattedra ed esporsi pubblicamente al fuoco incrociato di domande e risposte scatenate dal professore di turno. Scena seguita attentamente dai compagni di classe all’interno dei quali l’interrogato cercava un suggeritore. Un’anima pia dal quale ottenere il sostegno necessario per ottenere un voto soddisfacente per poter riguadagnare sedia e banco scolastico. Essere sotto esame è come affrontare una prova il cui risultato dipende dal valore dell’eroe.


Sognare un esame fa parte della prassi onirica di ogni studente, a prescindere dal livello e dal corso di studi intrapreso. È più che normale sognare il tipo di descrizione illustrata nelle righe di apertura, c’è un nuovo ostacolo da superare e la tensione al riguardo è alle stelle. Nella vita, comunque non si finisce mai di imparare e ogni giorno ci sono degli esami da sostenere,  il voto corrisponde semplicemente al grado di fiducia che il sognatore assegna alle proprie capacità. Questa situazione, per i più angosciante, si rivela anche in un soggetto che si sta preparando al grande passo, quello del matrimonio e, in questo caso, vuol dire che la fiducia in sé scarseggia. Di solito la trasposizione onirica dell’esame ha risvolti favorevoli, sanciscono il successo nella vita reale. Molti numeri sono associati all’esame, mi limito ad elencarli brevemente. 8 per l’esame prettamente giudiziale, 13 se si sta facendo un controllo medico o se si sta sostenendo una prova scritta, 44 se ci si sente di aver superato l’ostacolo, 40 se si è stati bocciati mentre all’esame scolastico si assegna l’80 e per quello scolastico ci si deve accontentare del numero 7. Non è tanto bello ma il 17 è corrisponde all’esame di laurea e alle analisi del sangue. 81 se l’esame appare particolarmente scrupoloso, 84 quando ad essere giudicata è la coscienza.



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