Smorfia Napoletana, dal cacciatore (61) al palazzo (70)


Numero 61, il cacciatore. Un personaggio così noto e presente nel vivere quotidiano da meritarsi un ricordo nella smorfia così come nei tradizionali presepi partenopei già dalla fine del settecento. Sognare di cacciare denota una forte energia che può essere di aiuto e da stimolo per la risoluzione di un problema.

Numero 62, il morto ammazzato. Ritorna la figura della morte, ma questa volta riguarda chi muore di morte violenta. Una figura che riporta alla dura realtà della piccola criminalità dei vicoli e la sua valenza simbolica è molto forte. E forse per questa ragione, nella tradizione popolare, i sogni di morte hanno un significato liberatorio e si dice che allunghino la vita.

Numero 63, la sposa. Quasi evanescente nel suo abito bianco, chi sogna la sposa o il matrimonio in genere allude al bisogno di cambiare qualcosa, di dare una svolta alla propria vita. Qualcosa che nasce oppure qualcosa che sta per evolvere e cambiare.

Numero 64, la marsina, ossia la giacca, che a Napoli si chiama in maniera intraducibile sciammeria. È la giacca da uomo elegante con falde lunghe, tipica delle cerimonie o delle ricorrenze importanti. Nei sogni non importa se sia da uomo o da donna. Se si vede o si indossa una giacca, non si sta facendo altro che proiettare la propria immagine di sé verso l’esterno. Un modo per indicare il proprio io attraverso un oggetto.

Numero 65, il pianto. Tensioni emotive sia psichiche che fisiche, questo rappresenta il pianto nei sogni. Dolore, nostalgia, disperazione, tristezza che nella vita reale vengono repressi. Un modo per togliersi la maschera e affrontare le proprie sofferenze. Tuttavia può anche essere sintomo di emozioni intense non necessariamente negative.


Numero 66, le due zitelle. La cabala tradizionale le riporta come le due serchielle, dove le serchielle sono le fascine. Ci troviamo così di fronte ad una espressione tradizionale dalla forte valenza retorica, dove le secche fascine indicano l’organo sessuale femminile di una donna matura e ancora nubile. Un tempo era facile vedere passeggiare due donne nubili e sentirle definire a tal modo.

Numero 67, al totano nella chitarra. Anche in questo caso ci troviamo davanti ad una espressione figurata dalla chiara ambivalenza. Il totano all’interno della chitarra identifica il coito.

Numero 68, la zuppa cotta. La minestra, la zuppa, non rappresenta la fame materiale ma quella emotiva. Indica una necessità di appagamento, di soddisfazione.

Numero 69, il sottosopra. La figura del sottosopra anche in questo caso è una figura a doppio senso. Al di là del facile abbinamento numerico (il 6 ed il 9 sono evidentemente uno sottosopra rispetto all’altro), la smorfia presenta l’ennesima situazione furbesca che richiama alla pratica sessuale. Questa cabala ci ha quasi abituati a battutine ed ammiccamenti, a diversi riferimenti espliciti seppur velati da una sottile ironia tipica del volgo.

Numero 70, il palazzo. Qui il palazzo è da intendersi sia come edificio che come casa. Spesso negli studi onirici la casa viene correlata all’emotività ma anche al corpo umano. La smorfia insegna che ogni simbolo non va mai interpretato in maniera unilaterale, e questo vale in modo particolare con la figura del palazzo. La casa cela in sé diverse interpretazioni a seconda della situazione. Una casa può essere nuova oppure vecchia, accogliente o fredda. L’immagine con cui la si visualizza nei sogni, le emozioni che trasmette cambiano così il significato del simbolo sognato.



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