Smorfia Napoletana, dal padrone di casa (31) alla noia (40)


Numero 31, il padrone di casa. Qui non si fa riferimento al proprietario generico, ma al proprietario di immobili dati in affitto. Chi sogna il padrone di casa sta cercando di tirare fuori il proprio lato razionale e responsabile. Come se nel mondo onirico potesse prendere decisioni che si ripercuoteranno nel mondo reale.

Numero 32, il capitone. Il capitone è una grossa anguilla femmina, regina delle napoletane tavole di magro della vigilia di Natale. Un piatto tipico della tradizione e come tale non poteva mancare nella cabala. Nei sogni può indicare una partenza per una meta ignota.

Numero 33, gli anni di Gesù Cristo. Facile abbinamento per questo numero. Come sarà facile che nei sogni non appaia il numero bensì la figura del Cristo. Questa figura simboleggia un sacrificio compiuto, una sofferenza, un peso di problemi reali. Una proiezione quindi della passione affrontata dal figlio di Dio.

Numero 34, la testa. La testa nei sogni è simbolo della coscienza e del pensiero razionale, di tutto ciò che è visibile e chiaro. Per taluni sta a significare che sono in arrivo spese impreviste, cioè un qualcosa che esula dalla razionalità e dalla programmaticità.

Numero 35, l’uccellino. Sognare un uccello per molti è fonte di buone notizie in arrivo. Ci sono tuttavia delle versioni accreditate, specie nei testi più antichi, dove viene addirittura indicato come presagio di morte. Certo è che l’uccello arriva in volo,e per questo motivo non si sa da dove arrivi e con quali intenzioni. Se le emozioni del sogno sono positive l’inconscio vuole esprimere desideri di libertà, rappresentata proprio dall’azione del volo. Ma se le sensazioni sono negative bisogna capire da cosa derivi questo stato di angoscia.


Numero 36, le nacchere. Le castagnelle, questa la dicitura corretta presente nella smorfia, sono la versione povera e popolaresca delle più nobili nacchere spagnole. Anche nella versione partenopea questo strumento musicale è formato da due piccole semisfere di legno legate a coppia con una fettuccia che è inforcata dal dito medio. Vengono azionate schiacciandole ritmicamente contro il palmo della mano. L’urto che ne deriva produce un suono secco ed invitante, ideale per accompagnare i passi delle danze popolari come la tarantella.

Numero 37, il monaco. Vedere o incontrare un monaco nei sogni significa devozione e fede. Ma può anche simboleggiare l’aspetto introspettivo del proprio ego.

Numero 38, le mazzate, ossia le botte. In passato, e nella tradizione popolare, l’interpretazione relativa a questo gesto era in genere favorevole, foriera di buona fortuna, di arricchimento finanziario e di un maggior potere. In gergo napoletano riempire di mazzate è sì sinonimo di percosse e violenza, ma a volte è anche un modo ilare per definire una azione forte e brusca necessaria per suscitare una qualche reazione.

Numero 39, il cappio al collo. Storicamente il cappio al collo voleva dire condanna di morte per impiccagione. Un cappio in sogno, rappresenta la paura di essere intrappolati o la mancanza di indipendenza.

Numero 40, la noia. Difficile trovare la noia nei sogni. E quindi è un sogno che la dice lunga sullo stile di vita del sognatore, sulla sua assoluta mancanza di novità. La noia diurna si traduce nel sogno in immagini vuote o molto spoglie e desolanti. Una sensazione di inerzia dovuta proprio all’insoddisfazione per la monotonia e la mancanza d’interesse della vita reale, che viene così trasportata nel suo parallelo onirico.