Smorfia Napoletana, dall’ A Femmena Annura (21) alle Palle del Tenente (30)




Numero 21, A femmena annura. La figura della donna nuda in questo caso non deve essere interpretata come simbolo della lascivia. Se si pensa alle antichi origini della smorfia, la donna nuda è una chimera per niente facile da raggiungere. Rappresenta un desiderio, la sintesi estrema della bellezza procace e prorompente.

Numero 22, il pazzo. Il pazzo, il folle, il matto o comunque una persona non affetta da vera malattia, semplicemente colui che di tanto in tanto dà in escandescenza.

Numero 23, lo scemo. Lo scemo, lo sciocco, il tonto. Il classico personaggio presente in quasi tutte le commedie napoletane.

Numero 24, le guardie. Nel significato originario si indicherebbero le guardie notturne che, specie un tempo, vigilavano sulla sicurezza dei quartieri. Nell’immaginario collettivo dei sognatori rientrano sotto la voce guardie ogni genere di altro addetto alla sicurezza: vigili urbani, carabinieri. L’importante è che nel sogno abbiano la divisa.

Numero 25, il Santo Natale. Ritorna quindi l’abbinamento del numero con una festività religiosa in coincidenza con il calendario. Si tratta ovviamente della festività con cui si commemora la natività di Cristo che cade per l’appunto il 25 di dicembre. La ricorrenza cardine della religione cattolica e della cultura religiosa italiana. Per questo motivo il significato del Natale nei sogni è fortemente connesso alle emozioni che questo giorno di festa porta ad ognuno di noi. L’atmosfera romantica e speciale che si respira. L’amicizia, la famiglia, la solidarietà, l’indulgenza ed il calore degli affetti. Il Natale nei sogni mette in contatto il sognatore con i propri sentimenti, con le sue mancanze e con i suoi desideri in una sorta di proiezione di quanto si desidera in maniera più o meno consapevole.



Numero 26, Nanninella. Nanninella sta per Annina, un diminutivo vezzeggiativo del nome proprio Anna. Colei che per la tradizione cattolica è la presunta anziana genitrice della Vergine Maria. Ancora una volta il numero è associato alla memoria liturgica di tale santa che cade il 26 di luglio. Sotto la figura di Nanninella rientra quindi il sogno della propria mamma o di una anziana genitrice.

Numero 27, il pitale. Ossia l’orinale, il vaso da notte. Un oggetto caduto ormai in disuso, ma di sicuro utilizzo nella genesi della smorfia, quando le abitazioni non avevano i bagni e per espletare i propri bisogni spesso bisogna uscire di casa per recarsi nei bagni comuni o in giardino.

Numero 28, il seno. Il numero 28 è un numero particolare e magico. Tanti sono i giorni del ciclo lunare e si sa che non esiste nulla di più mistico del fenomeno lunare. Il seno nei sogni è il simbolo delle figure femminili vicine al sognatore: figlie, sorelle, amiche, cugine. Spesso appare come rappresentante del legame fondamentale con la vita, con la sicurezza e l’amore della prima figura di riferimento, ossia la mamma.

Numero 29, il padre dei bambini. Anche qui abbiamo un simbolico giro di parole per indicare l’organo sessuale maschile.

Numero 30, le palle del tenente. Quindi l’anatomia dell’organo maschile viene ricongiunta anche nella smorfia mettendo li uni accanto agli altri. Nei sogni  il pene simboleggia l’energia sessuale, una grande potenza, degli obiettivi molto alti, ma a volte anche l’aggressività. I testicoli di conseguenza portano fertilità ed abbondanza. Fortemente legati alla loro valenza riproduttiva a volte sono annunciatori di grandi novità e cambiamenti positivi.

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